Dall’amore per i cani al soccorso ai dispersi

Romaine Kuonen è la presidente centrale di REDOG. Originaria del Vallese, lavora come consulente per aiutare coloro che desiderano cambiare o che attraversano una crisi. Ma facendo un calcolo delle ore che dedica al suo impiego e di quelle che dedica alla carica onoraria presso REDOG, si potrebbe pensare che il primo è il suo hobby mentre il secondo il suo lavoro a tempo pieno. La disponibilità ha infatti un’importanza fondamentale in seno all’organizzazione. Tutti i membri sono volontari pronti a intervenire giorno e notte con i loro cani per soccorrere persone in pericolo.

Intervista: Dagmar Wurzbacher
Fotografie: André Grossenbacher, Andrea Derungs

 

Signora Kuonen, lei è sempre disponibile?

Romaine Kuonen
Ci sono notti in cui il mio allarme non smette mai di suonare. In particolare in caso di scosse di magnitudo superiore a 6.5. Con la direzione della sezione Ricerca di dispersi sotto le macerie, analizziamo la situazione e pianifichiamo un eventuale intervento nel Paese colpito. Per quanto riguarda le missioni di ricerca di persone scomparse in Svizzera, vengo sempre informata dal responsabile degli interventi di REDOG. In veste di presidente centrale dell’organizzazione, seguo da vicino tutto ciò che accade negli interventi di emergenza. In generale il picchetto è assicurato da membri di REDOG pronti a intervenire.

 

Cosa significa disponibilità?

Romaine Kuonen
Il terremoto in Italia in 2017 è un esempio di quanto le catastrofi possano accadere anche vicino a noi e quanto sia necessario che tutti i soccorsi disponibili intervengano velocemente. In Italia i cani da ricerca si sono rivelati eroi sin da subito perché senza localizzazione era impossibile trovare e salvare i dispersi. Un’attenta formazione del conduttore e del suo cane è il requisito di ogni missione di successo, così come lo è un’allerta immediata. Noi siamo in grado di intervenire già dopo due-quattro ore. Nei casi più gravi lavoriamo mano nella mano con varie organizzazioni come l’esercizio e la protezione civile. Possiamo farlo grazie a tanto training di gruppo.

 

Nei casi di emergenza può partecipare alle operazioni chi si è allenato regolarmente per almeno tre anni e ha superato il difficile esame. L' Australian Cattle Dog Arco è il quinto cane di Romaine Kuonen. Anche i cani vanno in pensione una volta compiuti dieci anni.

Catastrofi come quella avvenuta in Italia possono colpire anche la Svizzera?

(Nota: Questa intervista è stata condotta prima della frana di Bondo nell'estate 2018. A quel tempo un gruppo di escursionisti con otto membri morì tra le macerie. REDOG era in azione.)

Romaine Kuonen
Certamente. In Svizzera si sono verificate ripetutamente catastrofi dal 1971. Basti pensare a Gondo e Briga dove ci furono morti e dispersi. In Ticino diverse case furono sommerse a causa di uno smottamento che provocò altre vittime in 2014. Anche 2017 in Val Calanca una frana ha distrutto la strada. Fortunatamente non ci sono stati né morti né feriti. In tutti i casi le nostre unità cinofile e i nostri esperti in localizzazione aiutano le ricerche.

Luna è un cane addestrato per la ricerca di catastrofi. Appartiene anche alla famiglia di Romaine Kuonen. La cagna Spinone è anche addestrata come cane da ricerca delle vittime senza vita, un ambito nuovo per il team di REDOG. La localizzazione dei morti ha una grande importanza per familiari e amici. Malgrado la tragedia per aver perso un proprio caro, si ha almeno la certezza che la persona amata non giace impotente sotto alle macerie in attesa dei soccorsi. 

A volte è possibile estrarre soltanto cadaveri dalle macerie. Come affronta questo fatto?

Romaine Kuonen
Dopo un intervento non si è più gli stessi di prima, soprattutto quando si verificano gravi catastrofi naturali. È ciò che capita a tutti quelli che vi partecipano. In questi casi aiuta molto parlare con gli altri membri del team, con persone vicine o, se lo si desidera, con uno specialista. Durante missioni di grave portata, un grande sostegno è dato anche dal fatto di doversi occupare del proprio cane. È una buona distrazione.

 

Come interagisce con i parenti dei dispersi?

Romaine Kuonen
La disperazione di non riuscire a trovare un proprio familiare è un trauma che dura per anni. Mi vengono in mente le parole del figlio di un uomo che avevamo estratto senza vita dalle macerie: «L’orrore e la paura si sono trasformate in lacrime. Sapere che è morto è terribile, ma almeno abbiamo ritrovato nostro padre e possiamo dirgli addio». Aiutare le persone disperse ma anche i loro familiari è la motivazione che mi spinge ogni giorno a impiegare così tante energie in questa attività importantissima.

Quanto prima REDOG riceve l’allarme tanto più in fretta il team di ricerca può intervenire e tanto più alta è la possibilità che l’operazione abbia esito positivo.

Anche i privati possono rivolgersi a REDOG per la ricerca di una persona scomparsa. Per i familiari il servizio è gratuito. Numero di emergenza: 0844 441 144.

L'intervista è stata pubblicata nel "Humanité", la rivista della Croce Rossa Svizzera (dicembre 2016). REDOG è una delle organizzazioni di soccorso della Croce Rossa Svizzera.

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